D: Perché hai iniziato a costruire strumenti?
Sono sempre stato affascinato dalla lavorazione del legno, grazie ai miei due nonni che erano falegnami e mi permettevano di gironzolare nei loro laboratori fin da quando ero bambino. Prima di interessarmi alla liuteria, ho lavorato come pianista a Nizza per un paio d’anni. Successivamente, per seguire la mia passione per la botanica, sono diventato tecnico forestale. Con l’obiettivo di mettere in pratica sia le mie competenze botaniche che quelle musicali, mi sono dedicato alla liuteria, concentrandomi in particolare sulle caratteristiche tecnologiche del legno e unendo il mio lato artistico alle conoscenze teoriche acquisite come tecnico forestale.
D: Perché i tuoi strumenti sono così speciali?
Il mio approccio è piuttosto semplice: realizzare strumenti che assomiglino il più possibile a quelli antichi, ma dando anche importanza alle esigenze moderne. Per raggiungere questo obiettivo, realizzo copie di strumenti antichi, ma lo faccio in un modo non convenzionale. Le mie riproduzioni non intendono essere semplici imitazioni: il mio obiettivo è ricreare i materiali e i metodi di lavorazione nel modo più preciso possibile, poiché ritengo che questo sia il modo più efficace per avvicinarmi al suono originale degli strumenti antichi. Per questo motivo, mi concentro sulla ricerca storica dei materiali utilizzati tra il XV e il XVIII secolo, sia con un approccio teorico che con prove pratiche. Partendo da disegni tecnici e documenti storici, cerco di comprendere la visione estetica e l’ideologia dell’epoca, nonché l’obiettivo finale degli antichi maestri. Tuttavia, per raggiungere gli stessi risultati estetici e acustici che ottenevano loro, a mio avviso l’osservazione non è sufficiente. Dobbiamo anche indagare sul processo costruttivo originale e cercare di ricrearlo – ed è qui che entra in gioco la mia ricerca.
D: Qual è la tua fonte di ispirazione?
Sebbene i miei studi coprano un arco temporale che va dal XV al XVIII secolo, il mio lavoro è influenzato principalmente dal periodo d’oro della liuteria. Fu un’epoca davvero ricca di avvenimenti, piena di nuovi approcci in campo artistico: man mano che la mentalità artistica si evolveva, ciò influiva anche sulle tecniche, portando all’apoteosi della pittura e della liuteria. Al culmine di questo periodo, Stradivari raggiunse un livello di perfezione che, a distanza di trecento anni, rimane insuperato. Gli artigiani di allora possedevano una visione estetica superiore e più sofisticata della nostra – una visione che in seguito si è gradualmente affievolita. Ciò che mi motiva ogni giorno nel mio lavoro è riscoprire questa sensibilità perduta.