Liutaio Vecchio

Liutaio
Lorenzo Storioni

Cremona, Italia

Ispirandosi all’eredità di “Del Gesù”, caratterizzata da un’interpretazione libera e personale della liuteria, con una forte personalità impressa nella sua arte, Storioni è considerato uno dei principali cust... Leggi di più

Profilo del liutaio

Ispirandosi all’eredità di “Del Gesù”, caratterizzata da un’interpretazione libera e personale della liuteria, con una forte personalità impressa nella sua arte, Storioni è considerato uno dei principali custodi della tradizione cremonese per tutta la fine del XVIII secolo, insieme a G.B. Ceruti, suo allievo, e alle successive generazioni della famiglia Bergonzi. I suoi strumenti presentano un carattere deciso e sono apprezzati per il loro suono brillante e potente.

Lorenzo Storioni è senza dubbio uno dei liutai più affascinanti della Scuola Cremonese, nonché uno dei più importanti dal punto di vista storico del periodo rococò e del primo classicismo. L’aspetto più interessante della sua vita e della sua opera è che, pur non essendo legato, per quanto ne sappiamo, ad alcuna famiglia nobile, né a mecenati o committenti, la sua carriera fu piuttosto prolifica. Non tanto per il numero di strumenti che realizzò, quanto piuttosto se si considerano la durata relativamente breve della sua carriera e i tempi difficili in cui visse. Nonostante il declino della ricchezza e del potere della nobiltà e del ruolo della Chiesa come promotrice della cultura nella seconda metà del XVIII secolo, nonostante il contesto politico ed economico caotico in Europa, caratterizzato dallo scoppio di rivoluzioni e da trasformazioni sociali, egli riuscì comunque a realizzare un numero considerevole di strumenti, molto apprezzati per la loro qualità sonora, anche se la maestria artigianale probabilmente non è quella che ci si aspetterebbe dalla liuteria cremonese del XVIII secolo.

Per quanto si sappia, non proveniva da una famiglia di liutai e, pertanto, il suo percorso formativo non è chiaro. In realtà, non poté beneficiare dell’insegnamento di altri liutai, poiché a Cremona, all’epoca, dopo la morte di Guarneri del Gesù nel 1744 – anno di nascita di Storioni – non vi erano quasi più liutai. Nonostante la probabile assenza di una guida diretta, è impossibile ignorare il fatto che Storioni sia nato e cresciuto a Cremona, città che all’epoca era ancora fortemente legata ad altre località importanti nella storia della liuteria, quali Milano e Brescia. Pertanto, avrebbe potuto avere ampio accesso a materiali e informazioni dei vecchi maestri. Alcuni esperti sostengono che una viola d’amore realizzata da Storioni, presumibilmente sulla base delle linee guida e dei disegni lasciati da Antonio Stradivari nella sua bottega, dimostri che egli avesse accesso a tutto quel patrimonio. Ciò è plausibile se si considera che la bottega di Stradivari rimase chiusa e praticamente intatta dalla morte del figlio Francesco nel 1742 fino al 1776, quando l’intero contenuto della bottega fu acquistato dal conte di Salabue.

Storioni sembra essere il primo grande liutaio della tradizione italiana ad aver subito un’influenza maggiore da GdG piuttosto che da Stradivari. Tuttavia, tale influenza si limita all’eredità di un’interpretazione libera e personale dell’arte liutaria, con una forte personalità impressa nella sua opera. È degno di nota l’ampio margine di variazione nei disegni e nelle forme di Storioni, come si può osservare anche nella carriera di Del Gesù. Le f-hole allungate e spesso inclinate, gli angoli più stretti, il costante cambiamento nei modelli e nelle finiture dimostrano che l’obiettivo estetico non era più così importante come in precedenza. Storioni e GdG condividono lo spirito sperimentale e, per quanto possiamo dedurre dallo studio dei loro strumenti, l’attenzione ai risultati acustici

In concomitanza con l’occupazione francese, Storioni lasciò Cremona nel 1802 per ragioni sconosciute, dirigendosi verso est, dove il fronte francese non era ancora giunto. Tutto indica che la sua posizione a Cremona, e quindi nel mercato della liuteria, fu assunta da Giovanni Battista Ceruti, che viene spesso associato a lui come liutaio cremonese del tardo classicismo, ma i suoi legami con Storioni sono altrettanto imprecisi. Alcune testimonianze indicano che egli fece la spola da e verso Cremona per un paio d’anni, continuando a lavorare come liutaio, sebbene non siano noti strumenti da lui realizzati in quel periodo. Dopo circa un decennio, tornò a Cremona, dove morì nel 1816.

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