Profilo del liutaio
Nato a Milano nel 1855, Enrico Marchetti è stato uno dei migliori liutai torinesi del XX secolo.
Ha iniziato il suo apprendistato all’età di 14 anni, lavorando presso uno degli ultimi liutai tradizionali di Milano.
Nato a Milano nel 1855, Enrico Marchetti era destinato a diventare uno dei migliori liutai torinesi del XX secolo. Iniziò il suo apprendistato all’età di 14 anni, lavorando presso uno degli ultimi liutai tradizionali di Milano. Nel 1874 giunse a Torino, città già rinomata all’epoca per i suoi violini, grazie all’eredità lasciata da G.B. Guadagnini. Dopo alcuni anni trascorsi come commerciante presso la ditta Gioffredo-Rinaldi, Marchetti si affermò come liutaio. Man mano che maturava nella professione, iniziò a conquistare nuovi spazi e a farsi un nome grazie ai suoi strumenti. Il contesto privo di concorrenza che caratterizzava Torino negli anni Ottanta del XIX secolo permise a Marchetti di affermarsi, partecipando a numerose mostre e concorsi a livello locale e internazionale – aggiudicandosi 18 medaglie nel corso della sua intera carriera. Ispirato da un gruppo di giovani liutai, Marchetti si trasferì a Courgnè, dove poté dedicarsi esclusivamente alla realizzazione dei suoi pregiati violini. Nel 1912 Enrico Marchetti tornò a Torino poiché la domanda di strumenti dei liutai piemontesi era aumentata. È possibile notare chiaramente il suo carattere italiano impresso nelle sue opere del periodo tardivo. Sono proprio i suoi lavori realizzati tra gli anni Ottanta del XIX secolo e i primi anni del XX secolo ad avergli valso i riconoscimenti. Essi si contraddistinguono per lo stile italiano libero e per la grande attenzione ai dettagli.
