Profilo del liutaio
Conosciuto come Camillo da Calco, fu allievo di Leandro Bisiach e dei fratelli Antoniazzi a Milano. Attivo a Buenos Aires dal 1899 al 1920, prima di tornare in Italia, rimase strettamente legato alla
La tradizione Bisiach ha caratterizzato tutta la sua carriera. Il suo lavoro riflette modelli ispirati ad Antoniazzi, materiali pregiati e una finitura con vernice a spirito che spazia dal dorato al rosso-marrone. Gli strumenti di Mandelli sono apprezzati per la loro limpidezza, il loro equilibrio e la solida maestria artigianale milanese.
Guglielmo Secondo Camillo Mandelli, noto come “Camillo da Calco”, nacque a Calco (Como) nel 1873. Dopo aver inizialmente seguito una formazione come falegname, intorno al 1890 iniziò a dedicarsi alla liuteria a Milano sotto la guida di Leandro Bisiach e dei fratelli Antoniazzi, assimilando la struttura rigorosa e la chiarezza stilistica del nascente revival milanese. Nel 1899 si trasferì a Buenos Aires, dove lavorò per oltre due decenni prima di tornare in Italia intorno al 1920. Successivamente si stabilì a Sesto San Giovanni nel 1936, rimanendo attivo in quella città fino alla sua morte, avvenuta nel 1956. Nel corso della sua carriera mantenne i contatti con la bottega Bisiach, contribuendo alla continuità della sua tradizione. Gli strumenti di Mandelli riflettono una forte influenza degli Antoniazzi, realizzati con cura e materiali pregiati. La sua verniciatura varia tipicamente da finiture a spirito di colore arancione-dorato a rosso-marrone intenso. Utilizzava varie etichette, spesso accompagnate da timbri interni o da un marchio con iniziali intrecciate. Sebbene sia noto soprattutto per i violini e i violoncelli, realizzò anche un numero limitato di contrabbassi. I suoi strumenti sono apprezzati per la loro affidabilità, la purezza del suono e il carattere timbrico equilibrato — rappresentativi della raffinata scuola milanese dei primi anni del XX secolo.
