Liutaio Contemporaneo

Liutaio
Anqi Ni

Cremona, Italia

Anqi Ni è una liutaia con sede a Cremona, in Italia. Nel 2019 ha fondato il proprio laboratorio, denominato “Laboratorio Violintecture”, nei pressi di Piazza Roma, nel centro storico di Cremona. Anqi Ni è una liu... Leggi di più

Profilo del liutaio

Anqi Ni è una liutaia con sede a Cremona, in Italia. Nel 2019 ha fondato il proprio laboratorio, denominato “Laboratorio Violintecture”, nei pressi di Piazza Roma, nel centro storico di Cremona.

Anqi Ni è una liutaia con sede a Cremona, in Italia. Nel 2019 ha fondato il proprio laboratorio, “Laboratorio Violintecture”, nei pressi di Piazza Roma, nel centro storico di Cremona, dove si dedica alla costruzione di strumenti a corda di pregio in stile moderno. La sua filosofia nella liuteria è profondamente influenzata dalla sua precedente formazione di architetto ed è essenzialmente motivata dalla passione per la musica. Ritiene che nell’arte della liuteria, così come nell’architettura, l’obiettivo ultimo sia quello di ricercare l’armonia tra la propria percezione del mondo e l’esistenza – ed è proprio qui che risiedono la Verità e la Bellezza.

Anqi Ni è una liutaia con sede a Cremona, in Italia. Nel 2019 ha fondato il proprio laboratorio, denominato “Laboratorio Violintecture”, nei pressi di Piazza Roma, nel centro storico di Cremona, dove si dedica alla costruzione di strumenti a corda di pregio in stile moderno. Si è diplomata presso l’Academia Cremonensis sotto la guida del Maestro Giovanni Colonna, il quale, nel 2021, l’ha invitata a entrare a far parte del corpo docente come docente per i laboratori artistici e sperimentali. Già prima del conseguimento del diploma aveva intrapreso ulteriori studi con il Maestro Gregg Alf, per poi diventare liutaia collaboratrice presso gli Alf Studios di Venezia negli anni dal 2019 al 2022. Questa esperienza ha fortemente plasmato la sua concezione del suono e della suonabilità del violino, spingendola a esplorarne le sfumature più delicate e ricche di colore. Ha inoltre frequentato diversi corsi di perfezionamento: quello del Maestro Luca Maria Gallo sulle tecniche di verniciatura a Cremona; quello del Maestro Carlos Arcieri sulla messa a punto presso l’Accademia Perosi di Biella, in Piemonte; e quello del Maestro Robin Aitchison sulla regolazione del suono del violoncello a Bilbao, in Spagna. È membro della VSA (Violin Society of America) dal 2020 e partecipa attivamente alla serie «First Friday» di Oberlin Acoustics. Dal 2024 è membro dell’A.L.I. (Associazione Liutaria Italiana). Il continuo scambio e la condivisione con alcuni dei migliori liutai contemporanei alimentano la sua ricerca volta a comprendere l’estetica della tradizione liutaria italiana in una prospettiva innovativa.

Con parole sue

Una conversazione

D: Quali personaggi famosi suonano i tuoi strumenti?

Il mio violino, realizzato nel 2019, fa parte di una collezione privata a New York City, negli Stati Uniti, ed è in prestito alla Classically Connected Inc. (precedentemente nota come SI-YO Music Society Foundation).

D: Perché hai iniziato a costruire strumenti?

Tutto è nato dalla combinazione di due passioni: l’amore per la musica e il desiderio di creare attraverso l’artigianato tangibile. I miei strumenti nascono con un approccio simile a quello di un architetto, con la consapevolezza del legame tra le mani dell’uomo e il cosmo, in un equilibrio al tempo stesso vigoroso e delicato tra studi scientifici e sensibilità artistica. Eppure nella liuteria si cela un’altra opportunità: la visualizzazione del suono, in modo da avvicinarsi all’essenza della musica. Sono consapevole della responsabilità che il mio lavoro comporta: essere il ponte verso la musica e l’umanità, e che verrà trasmesso di generazione in generazione. Gli approcci sono diversi da quelli di un musicista, ma hanno una destinazione simile.

D: Perché i tuoi strumenti sono così speciali?

Nel mio lavoro cerco sempre di far emergere le potenzialità del materiale, dalla scelta del legno migliore possibile al rispetto delle sue future prestazioni acustiche. Da un lato, cerco di concedere al legno il tempo necessario per adattarsi in ogni fase del processo. Dall’altro, dedico la massima attenzione alla precisione della messa a punto e alla suonabilità, collaborando a stretto contatto con i musicisti per effettuare prove sonore. In questo modo lo strumento raggiungerà il massimo del suo potenziale sonoro, pur mantenendo un carattere proprio. Dal punto di vista stilistico, il mio obiettivo è conferire limpidezza e modernità a questa forma strumentale rimasta pressoché immutata sin dal 1500. Le mie ispirazioni provengono da molteplici aspetti della vita, da quelli più tangibili a quelli più astratti. Credo che lo stile non si cerchi, ma piuttosto si sviluppi con la crescita personale. Oltre al certificato di autenticità, fornisco ai clienti che commissionano i miei strumenti anche un portfolio fotografico del processo di realizzazione, che contiene la narrazione della nascita di quello specifico strumento e la sua storia unica. Lo considero una parte inscindibile del mio lavoro.

D: Qual è la tua fonte di ispirazione?

La mia prima fonte di ispirazione è il legno stesso. Siamo guidati dal legno che abbiamo tra le mani, come se ci fosse un “genius loci”. A mio avviso il legno non è solo un materiale, ma racchiude anche una sorta di paesaggio. Credo che la parte principale del nostro lavoro consista nel dare al legno il massimo rispetto possibile e che, così facendo, troveremo la soluzione migliore. L’architettura mi offre spunti di riflessione dal punto di vista spaziale e geometrico, oltre a essere uno strumento preparatorio per comprendere le funzioni acustiche del violino. Trovo grande ispirazione nella storia dell’arte, in particolare nel Rinascimento italiano. Questo mi aiuta a immaginare l’origine del nostro mestiere nel contesto corrispondente e mi incoraggia a non dare per scontata la curiosità. Come tutti i liutai, imparo grandi lezioni dai maestri cremonesi dal XVI al XVIII secolo: essi vengono scomposti e ricomposti in ogni aspetto sopra menzionato.

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