Profilo del liutaio
Nato a Bressanone nel 1659, Matteo Goffriller si formò probabilmente sotto la guida di Matthias Albani prima di trasferirsi a Venezia nel 1685, dove entrò come apprendista presso Mathias Kaiser e in seguito sposò la figlia del suo maestro.
Il periodo d'oro (1690–1715)
Dopo la morte di Mathias Kaiser, Matteo Goffriller rilevò la sua bottega, dando così inizio al periodo più prolifico della sua carriera. La bottega di Goffriller divenne un centro di riferimento per la liuteria di violini e violoncelli a Venezia. I suoi strumenti fondevano influenze di Amati e Stradivari, caratterizzandosi per linee decise, curvature più ampie e volute dallo stile unico. Era noto per la sua precisione geometrica e realizzava strumenti di diverse dimensioni per soddisfare le esigenze timbriche dei musicisti. La sua vernice rossa trasparente divenne in seguito un segno distintivo della liuteria veneziana.
È interessante notare che anche Antonio Vivaldi, il grande compositore veneziano, all’epoca lavorava come insegnante di violino e potrebbe aver acquistato strumenti da Goffriller per i propri allievi.
Dopo il 1710
Goffriller continuò a costruire strumenti, ma spesso non li contrassegnava con alcuna iscrizione, forse per eludere le tasse delle corporazioni veneziane; inoltre, molti dei suoi violoncelli di grandi dimensioni furono successivamente modificati per adattarsi alle mutevoli preferenze dei musicisti, il che complica oggi la loro attribuzione.
Tuttavia, la maestria e le innovazioni di Goffriller hanno fissato standard elevati per i liutai veneziani e i suoi strumenti rimangono molto apprezzati da musicisti e collezionisti, continuando a mettere in luce l’eccellenza artistica della scuola veneziana.
Inoltre, la sua bottega ha formato importanti liutai veneziani, tra cui Domenico Montagnana, Santo Serafin e Carlo Tononi.
