Profilo del liutaio
Jean Baptiste Vuillaume fu la figura di spicco della tradizione liutaria francese e uno dei più illustri commercianti, inventori e imprenditori del XIX secolo. Il suo accesso ai grandi maestri italiani
Questi strumenti gli hanno permesso di realizzare copie di altissimo livello dei modelli di Stradivari, Maggini e Guarneri “Del Gesù”.
Vuillaume, il grande liutaio del XIX secolo, è famoso per la sua maestria artigianale e per il suono di altissima qualità, ideale per i solisti. È noto anche per le repliche dei liutai classici italiani. Nato nel 1798 a Mirecourt, proveniva da una famiglia di liutai della capitale francese della liuteria; aveva appreso l’arte della liuteria nella sua città natale sotto la guida del padre. Trascorsero diversi anni prima che decidesse di trasferirsi a Parigi per lavorare con i più acclamati liutai dell’epoca. In seguito, aprì il proprio laboratorio nella Città delle Luci. Il quale, tra l’altro, si rivelò uno dei più prolifici di quell’epoca, producendo oltre 3.000 strumenti e dando lavoro a numerosi liutai e archi. Il suo periodo di attività va dal 1823 al 1875; quasi due terzi della sua vita furono dedicati all’arte della liuteria. Con i capolavori italiani che facevano il loro ingresso in Francia, grazie a collezionisti, commercianti e solisti, i liutai francesi iniziarono ad adottare le forme di Stradivari e Guarneri. Vuillaume divenne famoso per la sua precisione manuale come copista. Alcune delle sue migliori copie sono violini cremonesi classici appartenuti a virtuosi dell’epoca, quali Alard e Paganini. Si può affermare che fu lui a dare il via alla tendenza di commissionare copie di strumenti storici. Nel 1855 acquistò l’intera collezione di 144 strumenti del commerciante italiano Luigi Tarisio, tra cui alcune delle migliori opere di Stradivari e il famigerato Stradivari del 1716 “Messia”; a quel punto si affermò come il più grande commerciante dell’epoca.
