Profilo del liutaio
Uno dei più illustri liutai italiani dei primi anni del XX secolo. Sotto la guida del maestro Romeo Antoniazzi, Pedrazzini realizzò strumenti ispirati ai grandi capolavori italiani, quali Stradivari, Guada
Gnini e Amati. I suoi strumenti sono oggi molto ricercati grazie alle loro eccellenti qualità timbriche e alle loro prestazioni acustiche.
Giuseppe Pedrazzini, allievo del Maestro Romeo Antoniazzi, divenne uno dei più illustri liutai italiani dell’inizio del XX secolo. I suoi strumenti erano moderne interpretazioni libere dei grandi capolavori italiani, quali Stradivari, Guadagnini e Amati. Realizzava strumenti di qualità estremamente costante e, a partire dal 1906, lavorò come liutaio ufficiale del Conservatorio di Musica e del Teatro alla Scala di Milano, aggiudicandosi numerosi premi nei concorsi di liuteria di Cremona e Roma. Nel corso degli anni, Pedrazzini si avvalse della collaborazione di figure di spicco della moderna Scuola milanese, tra cui Ferdinando Garimberti, Piero Parravicini e Natale Novelli. I suoi strumenti sono oggi molto ricercati per le loro eccellenti qualità timbriche e le prestazioni acustiche. Profondamente ispirato ai grandi liutai del XVII e XVIII secolo, il suono dei suoi strumenti è più vicino a quello degli strumenti del periodo classico rispetto a quello dei suoi colleghi contemporanei. Inoltre, la lavorazione artigianale è accurata, personale e ricca sia di carattere deciso che di raffinatezza.
