Profilo del liutaio
Giuseppe Guadagnini I, il rinomato liutaio, iniziò il suo illustre percorso sotto la guida del padre, Giovanni Battista. Nel corso degli anni ’60 e ’70 del Settecento, affiancò con dedizione il padre nel
dedicandosi alla costruzione di violini a Parma e a Torino. Nel 1771 la famiglia Guadagnini aveva già aperto la propria bottega a Torino e Giuseppe, insieme al fratello maggiore Gaetano, aveva già assunto un ruolo fondamentale nell’attività artigianale del padre.
Giuseppe Guadagnini I fu allievo di suo padre, Giovanni Battista, e lo aveva affiancato negli anni ’60 e ’70 del Settecento a Parma e a Torino. Già nel 1771, quando la bottega di famiglia si stabilì a Torino, egli era una figura fondamentale nella produzione del padre, insieme al fratello maggiore, Gaetano. Dopo la fine della collaborazione tra G.B. e il Cozio di Salabue nel 1777, Giuseppe lasciò Torino per un periodo di oltre 20 anni durante il quale lavorò indipendentemente dal padre, sviluppando uno stile e un approccio del tutto personali, pur con alcuni aspetti in comune. I luoghi in cui Giuseppe si stabilì in seguito rimangono in parte un mistero. Nel mondo degli intenditori di violini, viene spesso indicato come «Il Soldato», un soprannome derivante da una leggenda secondo cui avrebbe prestato servizio militare, sebbene non vi siano prove concrete a sostegno di tale ipotesi. Per quanto possiamo comprendere, il rapporto tra il conte Cozio e G.B. Guadagnini è direttamente collegato a quello con gli altri membri della famiglia Guadagnini. Se si considera che «Il Soldato» lavorò alle dipendenze del padre almeno fino all’età di 25 anni, trascorse la maggior parte degli anni di collaborazione tra il giovane aristocratico e suo padre al banco di lavoro, rispondendo alle richieste del conte Cozio. Durante il periodo torinese, in particolare tra il 1771 e il 1780 (periodo che comprende il contratto di esclusiva con il conte), la bottega di Guadagnini produceva in media un totale di 20 strumenti all’anno, rendendo innegabile la partecipazione dei suoi figli al processo di fabbricazione. Nel decennio successivo, due ragioni principali spiegano la notevole riduzione del ritmo produttivo della bottega di Guadagnini: la diminuzione della domanda da parte del conte Cozio a seguito della scadenza del contratto di esclusiva nel 1777 e l’assenza di Giuseppe dalla bottega. «Il Soldato» lasciò la bottega del padre intorno al 1778, affidando gradualmente la gestione dell’attività nelle mani del fratello Gaetano, insieme agli altri membri della famiglia che erano tendenzialmente più interessati alla costruzione e al commercio di strumenti a corda pizzicata. Giuseppe Guadagnini era solo di un paio d’anni più grande del conte, ed è improbabile che non abbiano collaborato in seguito alla morte di G.B. Guadagnini, dato che Cozio era un cliente così importante. Duane Rosengard menziona nel suo libro che uno degli strumenti conservati nella collezione di Cozio era un mandolino realizzato da Giuseppe Guadagnini e, poiché gli strumenti a corde pizzicate potevano essere considerati un interesse marginale del conte, ciò dovrebbe dimostrare un certo livello di ammirazione da parte di Cozio nei confronti de «Il Soldato».
