Liutaio Contemporaneo

Liutaio
Francesco Bissolotti

Cremona, Italia

Il maestro Francesco Bissolotti è stato uno dei più grandi liutai della seconda metà del Novecento. Insieme ad altri, Bissolotti ha guidato la più recente rinascita della tradizione liutaria cremonese , sviluppando... Leggi di più

Profilo del liutaio

Il maestro Francesco Bissolotti è stato uno dei più grandi liutai della seconda metà del Novecento. Insieme ad altri, Bissolotti ha guidato la più recente rinascita della tradizione liutaria cremonese

, sviluppando un approccio e uno stile del tutto personali. Bissolotti ha formato diverse generazioni di giovani liutai negli ultimi decenni del XX secolo, e la sua eredità è evidente in molti dei grandi liutai cremonesi di oggi.

Bissolotti iniziò la propria carriera come falegname negli anni ’40, fino a quando, nel 1957, si iscrisse alla Scuola di Liuteria di Cremona, sotto la guida dei maestri Pietro Sgarabotto, Giuseppe Ornati e Ferdinando Garimberti. Tra le figure che lo hanno maggiormente influenzato, Ferdinando Sacconi ha svolto un ruolo di primaria importanza nella definizione dello stile di Bissolotti. Un aspetto particolarmente degno di nota dell’influenza di Sacconi fu l’adozione da parte di Bissolotti del tradizionale stampo interno italiano per la costruzione degli strumenti, che Bissolotti riportò a Cremona in un periodo in cui tale tecnica era poco diffusa tra i liutai locali. Fino al 1982, Bissolotti insegnò alla Scuola di Liuteria di Cremona, il che gli diede la possibilità di trasmettere il rilancio del metodo dello stampo interno alle nuove generazioni di liutai e di diffonderlo affinché tornasse a essere lo standard nell’artigianato cremonese. Nel 1973, anno della morte di Sacconi, Bissolotti e alcuni colleghi promossero la fondazione dell’ACLAP (Associazione Cremonese dei Liutai Professionisti), dedicata alla promozione dei metodi tradizionali cremonesi di liuteria, ormai quasi dimenticati. Nel 1980, lo stesso gruppo, guidato dal Maestro Bissolotti, ideò e realizzò il progetto di una mostra itinerante sui metodi tradizionali cremonesi, con l’obiettivo di farli nuovamente conoscere su larga scala. La mostra mirava a svelare i dettagli del processo tradizionale di costruzione del violino, all’epoca considerati per lo più segreti, e ha fatto il giro di tutta l’Europa, illustrando i metodi del sistema classico cremonese utilizzato da Bissolotti e dalla sua scuola. Le tecniche costruttive utilizzate da Amati, Guarneri e Stradivari, originariamente concepite per la costruzione di strumenti barocchi, furono adattate da Sacconi e Bissolotti alla costruzione del violino moderno. Dal suo ritiro dalla scuola di liuteria nel 1982 fino alla sua morte nel 2019, il Maestro Bissolotti dedicò il proprio tempo al laboratorio e alla costruzione di nuovi strumenti, immergendosi in un periodo molto produttivo, durante il quale realizzò la maggior parte dei suoi violini, viole e violoncelli, e trasmise le proprie conoscenze ai figli.

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