Profilo del liutaio
Angelo da Rub, noto anche come Augusto da Rub, fu attivo a Viterbo tra il 1760 e il 1775 ed è considerato un esponente di spicco della scuola romana di liuteria. Fortemente influenzato da
Pur attingendo sia a Jakobus Stainer che alla tradizione degli Amati, il suo lavoro è estremamente originale, caratterizzato da curve audaci, fori a F espressivi e una spessa filettatura. Sebbene si sappia poco della sua vita, gli strumenti di da Rub sono facilmente identificabili e riflettono la ricchezza stilistica della liuteria romana del XVIII secolo.
Conosciuto anche come Augusto da Rub, Angelo da Rub fu un stimato liutaio attivo a Viterbo, nei pressi di Roma, tra il 1760 e il 1775. Sebbene gran parte della sua vita privata rimanga sconosciuta, gli strumenti a lui attribuiti testimoniano chiaramente la presenza di un liutaio dal carattere forte e dall’individualità stilistica, collocandolo tra le figure più interessanti della scuola romana, al fianco di David Tecchler e Michele Platner. L’opera di da Rub è nota per la sua originalità e per uno stile immediatamente riconoscibile. I suoi strumenti presentano notevoli variazioni in termini di modello e curvatura, attingendo a due influenze distinte: l’estetica robusta e dall’arco pronunciato di Jacob Stainer e il disegno più ampio e aperto del grande modello Amati. Da questa doppia ispirazione nascono strumenti profondamente romani nella struttura, ma singolari nell’esecuzione. Caratteristici dei violini di da Rub sono gli angoli aperti e corti e la filettatura spessa e decisa. Il disegno delle sue effe mostra una chiara influenza di Stainer: strette, leggermente inclinate e stilisticamente espressive. Le tavole presentano spesso una curvatura marcata con una cresta centrale, una scelta strutturale che conferisce ai suoi strumenti sia un’identità visiva che una peculiarità acustica. Sebbene la sua produzione fosse limitata e la documentazione scarsa, gli strumenti di da Rub sono ancora oggi apprezzati per la loro originalità e per il ruolo che hanno ricoperto nell’evoluzione della liuteria romana del XVIII secolo.
