Profilo del liutaio
Nato a Cremona nel 1862, Romeo Antoniazzi apparteneva alla famiglia che sta all’origine della liuteria lombarda moderna. Da ragazzo si trasferì a Milano con il padre Gaetano e vi trascorse l’intera carriera, lavorando a fianco delle principali botteghe della città e formando una nuova generazione di liutai.
Romeo era il figlio minore di Gaetano Antoniazzi (1825–1897), il liutaio cremonese i cui legami con la famiglia Ceruti ne fecero il ponte tra l’antica tradizione cremonese e la nuova scuola milanese. Romeo imparò il mestiere dal padre e nel 1870 lo seguì da Cremona a Milano, insieme al fratello maggiore Riccardo (1853–1912).
La sua carriera seguì il lavoro ovunque si trovasse. Iniziò accanto al padre e al fratello, per poi alternare periodi in proprio e periodi di collaborazione con Riccardo, con Leandro Bisiach, con Monzino e con la ditta Barlassina. La collaborazione tra gli Antoniazzi e Bisiach, a partire dal 1886 circa, contribuì a fare di Milano uno dei grandi centri della liuteria dell’età moderna.
I suoi strumenti migliori risalgono agli anni precedenti la fine dell’Ottocento; quelli che si incontrano più spesso oggi furono realizzati per Barlassina e Monzino. Il suo lavoro porta una mano fortemente personale e si rifà a modelli ispirati a Stradivari, Guarneri e Amati. Partecipò all’Esposizione di Milano del 1906 e, come il padre e il fratello, formò numerosi allievi. Morì a Milano nel 1925.
