Profilo del liutaio
Ferdinando Gagliano era il maggiore della terza generazione della famosa famiglia di liutai napoletani. Si ritiene che gran parte della sua formazione sia stata affidata a suo zio, Gennaro Gagliano.
I suoi strumenti sono ampiamente riconosciuti per l'eccellente maestria artigianale e le qualità timbriche.
Già nel XVII secolo, quando la liuteria in Italia era concentrata principalmente nelle città del nord, come Brescia e Cremona, nel sud del Paese, nella città di Napoli, nacque una nuova scuola, che si sviluppò grazie all’opera di diverse generazioni della famiglia Gagliano. Nella seconda metà del Seicento, Alessandro Gagliano diede inizio a una delle tradizioni familiari di liuteria più prolifiche e insolitamente longeve d’Italia. Storici e biografi ritengono che egli, recandosi a nord, a Cremona, abbia appreso il mestiere dai grandi maestri dell’epoca, quali Nicolò Amati e Antonio Stradivari. Alessandro non solo avrebbe appreso l’arte in sé, ma anche come selezionare il legno sia dal punto di vista acustico che estetico – caratteristiche distintive degli strumenti della famiglia – nonché la gestione dell’attività commerciale. Per oltre 200 anni e cinque generazioni, la famiglia Gagliano ha dominato il mercato napoletano degli strumenti a corda ad arco. Lo stesso Alessandro lavorò fino all’età di 90 anni, un periodo sufficiente per formare i propri figli e trasmettere loro il proprio sapere, e questi a loro volta ai propri, e così via. Tra tutti i membri della famiglia, Ferdinando Gagliano è considerato il più prolifico della terza generazione. Fu in questo periodo, durante la seconda metà del XVIII secolo, che la famiglia consolidò il proprio stile e maturò il proprio approccio in quella che ancora oggi viene definita la Scuola Napoletana di liuteria. Ferdinando, insieme ai suoi fratelli, si formò in una delle migliori botteghe di liuteria al mondo. Ma a differenza dei suoi fratelli, Ferdinando non sembra aver appreso il mestiere dal padre, Nicolò. Infatti, l’influenza dello zio Gennaro sul suo stile, sui modelli e sui dettagli più raffinati è innegabile. Tutto ciò induce a ritenere che egli abbia perseguito, per quanto possibile, una carriera autonoma, con una certa indipendenza dall’attività di famiglia, per poi arrivare a collaborare con i propri fratelli.
