Profilo del liutaio
Nato a Torino nel 1911, Arnaldo Morano è considerato uno dei migliori liutai e restauratori del XX secolo.
La sua carriera, durata oltre settant’anni, è stata caratterizzata da una dedizione incrollabile alla liuteria.
Arnaldo Morano iniziò a lavorare nella falegnameria di suo padre all’età di tredici anni e, dopo aver sviluppato una passione per il violino, costruì il suo primo strumento da autodidatta all’incirca all’età di quindici anni, spinto dal desiderio di possedere uno strumento tutto suo. Nel 1929, una visita al liutaio Piero Gallinotti gli fornì le prime indicazioni tecniche, ma fu attraverso l’osservazione diretta degli strumenti classici che affinò la propria arte. Nel 1931 costruì il suo primo quartetto su commissione del Conservatorio Reale di Torino e, in quegli anni, sperimentò varie vernici, sviluppando infine una formula a base di olio di lino e resine naturali. Dopo aver lavorato a Torino per molti anni, trasferì il proprio laboratorio a Rosignano Monferrato, dove continuò a costruire strumenti fino agli anni 2000. Morano si distinse per l’eccezionale qualità delle sue creazioni, ispirate ai modelli di Stradivari, Guarneri del Gesù e Guadagnini. La sua produzione fu limitata, poiché dedicava gran parte del suo tempo al restauro di strumenti di alto livello. Lavorò su violini storici quali lo Stradivari Kreutzer di proprietà di Uto Ughi, il Bush suonato da Pina Carmirelli e il Rivaz (1707). Nonostante la sua indole riservata, Morano ricevette numerosi riconoscimenti in concorsi italiani, francesi e americani, tra cui una medaglia d’oro per un violino e un quarto premio per una viola al Concorso Internazionale di Liuteria di Cremona del 1949. La sua maestria e il suo contributo alla liuteria continuano a renderlo una figura di spicco nel mondo degli strumenti a corda.
